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Metodologia

La PEAC è un programma educativo di crescita personale che, nella fase iniziale, aiuta a risolvere i sintomi psicopatologici e il disagio psicologico, al fine di sviluppare una personalità integrata. Nelle fasi successive, la PEAC accompagna oltre la personalità, per accedere ai Valori della Coscienza, nel tentativo di conoscerli ed applicarli nella vita quotidiana e nei rapporti.
La PEAC, che si basa su una visione sistemica ed evolutiva dei rapporti umani, considerati come opportunità fondamentali di crescita, permette di riconoscere il senso profondo e l’opportunità insiti in ogni crisi, per cogliere il significato e lo scopo dell’esistenza.
La PEAC supera la dicitura “Colloquio Clinico”, appartenente ad una visione bio-medica e considerante la persona, che realizza un percorso terapeutico, come “malata” o come “paziente”. La PEAC, considerando l’essere umano in continua evoluzione, si pone al Servizio di tale crescita e definisce come Incontro Evolutivo, lo spazio di incontro, realizzato per l’individuo, la coppia o la famiglia, da uno psicologo o psicoterapeuta PEAC e chiama “studenti” le persone che accedono a tale percorso, in quanto li vede come Coscienze che apprendono codici più funzionali, ampi ed armonici.
La metodologia della PEAC viene sintetizzata in uno schema, raffigurato come una stella a 6 punte circondata da una circonferenza che lambisce tutti i suoi vertici, definito:

 

“Settenario del Ciclo Metodologico PEAC”

 

Ciascun vertice della stella rappresenta una fase specifica del percorso terapeutico e la loro successione indica una sequenza che si sviluppa cronologicamente in sette punti:

  1. Anamnesi e Inquadramento: si raccolgono le prime conoscenze e informazioni sulla persona e sul motivo della richiesta (sintomi, problemi, blocchi, caratteristiche generali); si realizza un Inquadramento del Caso, che consente di avere un’idea globale della situazione.
    In questa fase è fondamentale un profondo aggancio empatico, che si dovrebbe creare già a partire dal primo colloquio.
  2. Gestione dell’Invio: si riflette sulle modalità, attraverso le quali la persona è venuta a conoscenza dell’attività dello psicologo ed ha deciso di contattarlo: questo ci permette di ricavare degli elementi fondamentali relativi alle motivazioni e alle Cause che sottendono questo contatto. Inoltre, in questa fase, una domanda importante, collegata al concetto di Sincronicità di Jung, si lega al tipo di messaggio che riguarda lo psicologo rispetto all’incontro con ciascuna persona che fa richiesta del suo aiuto: è possibile chiedersi quale dimensione di se stessi, si sta incontrando e perché. Oltre a tutto questo, nella Gestione dell’Invio viene costruito un rapporto con l’inviante, in modo da stabilire i termini di un’alleanza con lui, diversa a seconda del tipo di rapporto che intercorre con l’inviato.
  3. Analisi della Domanda: è uno strumento fondamentale nell’impostazione di tutto il lavoro psicologico e psicoterapeutico, perché consente di leggere la richiesta esplicita dello Studente in un sistema più ampio di quello in cui è stato generato il motivo, il “problema” per il quale egli ha deciso di rivolgersi ad uno psicologo, illuminando, in questo modo, aspetti nuovi, diversi e solitamente “dati per scontati” nelle relazioni, così come sono usualmente impostate nella vita quotidiana.
    Questa fase prevede un delicato lavoro di elaborazione cognitiva, che richiede creatività e profonda capacità simbolica e metaforica.
  4. Diagnosi: in questa fase, grazie ad un’Anamnesi accurata e all’Anamnesi fotografica (a partire dalle fotografie dello studente), e alla costruzione del Genogramma, si realizza una diagnosi della personalità (mediante l’uso del DSM V) e della fase evolutiva che come Coscienza sta incontrando.
  5. Definizione Progetto, Setting e Strategie: è una fase delicatissima e complessa, che prevede la stesura di un percorso, articolato in un progetto, che comprenda la Necessità Evolutiva dello Studente, e una forte alleanza tra Insegnante e Studente. Il progetto, oltre che a prevedere gli obiettivi, deve fare attenzione a prevedere anche il tipo di resistenze possibili (che emergeranno a un certo momento del percorso) e la velocità prevedibile. È la fase in cui si definiscono gli strumenti terapeutici e di trasformazione che saranno utilizzati, e le strategie più utili.
  6. Armonizzazione, Crescita e Allineamento: si prevedono continui aggiornamenti e “ritocchi”, in base alle osservazioni compiute e ai progressi ottenuti (o non ottenuti). È la fase in cui viene osservata la sintonia dello Studente al percorso proposto, ai codici utilizzati, e la sua disponibilità ad interrogarsi sulle Cause più profonde degli avvenimenti della sua vita. In questa fase, viene realizzata un’osservazione del percorso terapeutico ed evolutivo dello Studente. Si dovrebbe osservare il ridursi progressivo dei sintomi e un generale miglioramento della vita dello Studente, una maggiore presenza e concretezza dei Valori nella sua Vita. Verso la fine di questa fase la frequenza degli incontri può essere progressivamente ridotta.
  7. Esito: è la chiusura del ciclo, che si può concludere con una chiusura del rapporto per la risoluzione delle problematiche che avevano attivato il percorso, oppure può portare all’apertura di una nuova richiesta. Rientra in questa fase il lavoro di follow up della situazione, nel caso in cui l’esito sia stato quello di una conclusione del rapporto e di una chiusura del lavoro. In questo stesso punto del percorso può esserci il passaggio da una fase terapeutica a una fase di Ricerca.